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Raccolto APE - Area Progetti per l'Europa -
APE


Previsioni Demografiche UE 2004-2025

Nelle prossime due decadi la popolazione totale dell’Unione Europea aumenterà di più di 13 milioni di abitanti, salendo dai 456.8 milioni del primo gennaio 2004 ai 470.1 milioni previsti per lo stesso giorno dell’anno 2025. La crescita della popolazione nella UE a 25 sarà principalmente dovuta all’immigrazione, dato che il totale dei decessi sarà comunque superiore al totale delle nascite a partire dal 2010. L’effetto dell’immigrazione, tuttavia, non sarà più in grado di compensare il declino naturale dopo il 2025, quando la popolazione inizierà gradualmente a diminuire. Nel 2050 la popolazione stimata sarà pari a 449.8 milioni, con un decremento di più di 20 milioni rispetto al totale della popolazione previsto nel 2025.

Su tutto il periodo esaminato dalla proiezione, la popolazione della UE a 25 diminuirà del 1,5% derivato da un aumento dello 0,4% nella UE a 15 e da una diminuzione dell’11,7% nei nuovi Stati membri dell’Europa orientale. La quota di popolazione in età da lavoro (fra i 15 e i 64 anni) rispetto al totale decrescerà fortemente, dal 6-7,2% del 2004 al 56,7% stimato per il 2050, in pratica un declino di 52 milioni di abitanti in età da lavoro. Anche la fetta di popolazione di età compresa tra O e 14 anni si ridurrà dal 16.4% del 2004 al 13.4% stimato per il 2050, mentre la popolazione anziana (dai 65 anni in su) raddoppierà la sua quota, passando dal 16,4% del 2004 al 29,9% stimato per il 2050. Va comunque sottolineato che queste previsioni per la UE a 25 e Bulgaria e Romania - elaborate da Eurostat - sono state derivate dall’analisi e dall’estrapolazione di tendenze demografiche. Data la lunghezza del periodo preso in considerazione, esse vanno valutate con prudenza.

Le stime sulla popolazione del 2004 rivelano che essa ha subìto un declino in sette Stati membri (Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia e Slovacchia). Fra il 2004 e il 2050, le diminuzioni maggiori sono attese nella maggior parte dei nuovoi Stati membri: Lettonia (-19,2%), Estonia (-16,6%), Lituania (-16,4%), Repubblica Ceca (-12,9%), Ungheria e Slovacchia (entrambe -11,9%), e Polonia (-11,8%). Lungo tutto il periodo, gli aumenti più significativi saranno registrati in Lussemburgo (+42,3%), Irlanda (+36,0%), Cipro (+33,5%) e Malta (+27,1%).

La proporzione della popolazione in età da lavoro (fra i 15 e i 64 anni) diminuirà drasticamente nel lungo termine. Nella UE a 25, passerà dal 67,2% del 2004 al 56,7% stimato per il 2050, in pratica da 306.8 milioni nel 2004 ai 254.9 milioni previsti per il 2050. Nel 2050, le proporzioni minori di persone in età lavorativa si registreranno in Spagna (52,9%), Italia (53,5%), Portogallo (55,0%o) e Grecia (55,2%) e quelle più alte in Lussemburgo (61,3%), Malta (60,8%) e Paesi Bassi (60,7%).

La quota di popolazione nella UE a 25, compresa tra O e 14 anni, diminuirà dal 16,4% nel 2004 al 13,4% stimato per il 2050. Il declino maggiore è previsto a Cipro (dal 20.0% al 13.3%), in Irlanda (dal 2-0,9% al 16,0%). Nel 2050 la popolazione giovanile spazierà fra il 11.2% dell’Italia e il 16.6% del Lussemburgo. Dall’altra parte, la proporzione di popolazione anziana (65 anni ed oltre) aumenterà sostanzialmente lungo tutto il periodo considerato. Nella UE a 25 essa si accrescerà dal 16,4% del 2004 al 29,9% previsto per il 2050, cioè da 75.3 milioni del 2004 ai 134.5 milioni del 2050. Gli aumenti maggiori di popolazione anziana sono attesi in Spagna (35,6%), Italia (35,3%), e Grecia (32,5%), e quelli minori in Lussemburgo (22,1%), Paesi Bassi (23,5 %) e Danimarca (24,1%).

La proporzione di popolazione in età molto avanzata (80 anni ed oltre) triplicherà nella UE a 25, dal 4,0% del 2004 all’11,4% stimata per il 2050, con gli aumenti maggiori attesi in Italia (14,1%), Germania (13,6%) e Spagna (12,8%).
Conseguentemente, il tasso di dipendenza degli anziani (rapporto tra anziani e persone in età lavorativa) nella UE a 25 aumenterà dal 24,5% del 2004 al 52,8% nel 2050, mentre il tasso di dipendenza dei giovani (rapporto tra giovani e persone in età lavorativa) rimarrà più o meno costante lungo il periodo considerato, passando dal 24,4% del 2004 al 2-3,7% nel 2050.

Il tasso di dipendenza totale (la somma dei due tassi precedenti) della UE a 25 aumenterà dal 48,9% del 2004 al 76,5% nel 2050. Ciò significa che laddove nel 2004 c’era una persona inattiva (anziana o giovane) ogni due persone in età lavorativa, nel 2050 vi saranno tré persone inattive ogni quattro in età da lavoro.

Fonte: Press Release della Commissione Europea.