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Comune di Inveruno
Assessorato alla Cultura
e alle Politiche giovanili


presenta

Frammenti di materia in 26 Combinazioni



Mostra personale
di
Giuseppe Abbati

Inaugurazione
Sabato 15 febbraio 2014, ore 18.00

Sala Francesco Virga
Centro Servizi per la Cultura
COMUNE DI INVERUNO


Con l’esposizione delle opere di Giuseppe Abbati, il progetto Inverart - Padiglione d’Arte Giovane di Inveruno continua anche oltre la "tre giorni" autunnale, arricchendosi di un nuovo appuntamento espositivo interamente dedicato ad un giovane del nostro territorio la cui personalità artistica è decisamente interessante.
Abbati fa parte di quel gruppo di artisti che ha animato la progettualità culturale e artistica del nostro Padiglione d’Arte giovane, dal 2004 vero e proprio laboratorio di ricerca ed innovazione in campo creativo.
In quest'ottica l'obbiettivo è dare vita a un nuovo ciclo di mostre di giovani artisti provenienti da questa esperienza decennale, sempre accompagnati da "incontri con l’autore" che completano la programmazione.
È un esperimento, una "prima" che pensiamo possa essere apprezzata dal pubblico per il valore dell’Artista, ma anche per il valore del progetto che coinvolge volenterosi soggetti privati nel sostegno e nella realizzazione del presente catalogo.
La mostra, allestita nel Centro Servizi per la Cultura, che in questi anni è stato un solido fulcro per le iniziative promosse dall’Assessorato, si pone in continuità con scelte orientate alla promozione e allo sviluppo del nostro territorio anche attraverso appuntamenti con l’arte contemporanea, oltre che con quelli dedicati ai grandi maestri del passato.
Pensiamo che la Cultura sia un cardine dello sviluppo sociale ed economico del nostro Paese e Inveruno, negli anni, ha sempre fatto la propria parte. I segni ci sono e sono tangibili. Nel solco di questo impegno che ci rende orgogliosi, vogliamo dare ulteriore impulso al sostegno di quei validi giovani che danno e daranno lustro al nostro territorio in campo artistico.
I risultati del lavoro in ambito culturale sono onde lunghe che danno grandi benefici nel tempo. Come tutte le cose ben fatte richiedono costanza e pazienza. Oggi è giunto il momento, oltre che di seminare, di incominciare a raccogliere.

Francesco Rimoldi
Assessore alla Cultura del Comune di Inveruno



"Composizione F" cm 43x30 scotchage e carta dorata plastificato.
In alto,
"Composizione N" cm 43x30 scotchage e matita plastificato
.

La prima volta che mi è venuta in mente la parola COMBINAZIONI stavo facendo una passeggiata lungo il Ticino.
Erano i primi giorni di gennaio del 2013. Osservavo forme e colori dei sassi combinati con gli alberi, foglie combinate con i sassi, sassi con il bosco, acqua con i sassi, foglie con i rami e cosi via, per occhi in grado di vedere l’infinita combinazione della materia in tutte le situazioni.
Dall’autunno stavo lavorando a dei ritagli di giornali che fissavo con lo scotch, perché avevo necessità di velocizzare l’operazione di incollatura, (una specie di facebook o di tweet del collage). Ma c’erano almeno due cose che creavano una resistenza.
La prima era che, pur piacendomi l’effetto che lo scotch provocava sui ritagli, non mi convinceva sulla carta di colore bianco: il fondo infatti era un problema e non avevo idea di come intervenire, l’acrilico avrebbe annullato lo scotch, altre tecniche non aderivano. La seconda, e più complicata, era il soggetto: la figura che negli anni aveva dominato la mia produzione cominciava a starmi un po’ stretta.
Ero in un vicolo cieco e non avevo idea di come inventare una nuova via. C’era però la plastificazione delle opere che avevo già sperimentato e che mi trasmetteva una sensazione di leggerezza; era una possibile via da percorrere. Cosi dopo alcuni giorni di galleggiamento, di passeggiate, di collage scotchati poco convincenti e di ricerche a sorpresa in mercatini dell’usato, mi viene in mente la mia infanzia tra i rottami nella officina di demolizioni d’auto di mio padre.
Quel pomeriggio sfoglio ansiosamente una rivista e ritaglio tre immagini: una libreria, una bicicletta e una moto; tre elementi da combinare senza più utilizzare alcun supporto.
Il ritaglio stesso è l’opera.
Senza saperlo è nato il ciclo delle Combinazioni. (...)

(Giuseppe Abbati dal testo in catalogo)


(...) A livello formale troviamo in queste “combinazioni” tutto il lavoro di studio e ricerca che l’artista ha rivolto ad alcuni, in particolare, dei grandi artisti attivi nella ricomposizione estetica a mezzo del collage; si vedano ad esempio, oltre ai già citati, gli statunitensi Rauschenberg ed Eugene Martin, per i rapporti tra materia e colore; il britannico Richard Hamilton, non per l’appioppato “pop”, ma per l’organizzazione spaziale e le inquadrature (“Interior” e “Interior II” del 1964-5 ne sono valida testimonianza); l’europeissimo Jiri Kolar, per la scientificità dell’approccio alla realizzazione dell’opera, per alcuni aspetti tecnici (tra cui sagomature e riempimenti) e per la meditata enfasi dedicata ai “vuoti” e ai “pieni”; il Bruno Munari di alcuni collages (tipo “Ci ponemmo dunque in cerca di una femmina d’areoplano” del 1930) e per l’onirica ibridazione tra oggetti, e tra oggetti e figure.
Il lavoro di Abbati scaturisce anche da una inevitabile e quasi genetica (è nato nel 1973) introiezione della “tempesta grafica” che va, in varie forme e su vari supporti e media, prima dal 1966 al 1975 e poi fino al 1987.
Alle radici di questa serie di lavori rinveniamo anche un senso di monumentalità ricollocato, a volte in contraddizione con il concetto dada. Abbati, infatti, crea soggetti totemici che “involontariamente” si piazzano, spesso addirittura iconicamente, al centro della scena.
Come e più di altri artisti, Abbati è un avido divoratore ed elaboratore di immagini; di stimoli accarezzati dove altri non trovano. Utilizza, poi, una brillante fantasia, supportata dalla serietà nella ricerca formale, per progettare e costruire, a partire da queste “visioni”, nuove realtà possibili. (...)


(Francesco Oppi dal testo in catalogo)




La mostra prosegue fino al 2 marzo negli orari della Biblioteca comunale

Catalogo in mostra
- sito dell'artista: www.giuseppeabbati.it

Eventi collegati:
"Incontri con
l'Autore"

Giovedì 20 febbraio - ore 21.00
Francesca Diotallevi presenta il libro
“Le stanze buie” (Mursia)

Venerdì 28 febbraio - ore 21.00
Federico Scarioni presenta il libro
“Il dinosauro di plastica” (La Memoria del Mondo Libreria Ed.)

INFO

Biblioteca comunale
Tel. +39 02 9788121
biblioteca@comune.inveruno.mi.it

Comune di Inveruno
Via Senatore Giovanni Marcora 38/40 20010 Inveruno (MI)
Tel. +39 02 97288137 - Fax +39 02 97289483
www.comune.inveruno.mi.it

ingresso libero



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