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In occasione del 120° anniversario della Società Umanitaria



Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica


Presentazione del volume in edizione speciale Italiano Inglese

Pionieri di arditezze sociali
La Società Umanitaria per l’Italia
Album 1893-2013

(Coedizione Raccolto - Umanitaria)


Martedì 12 novembre 2013, ore 18.00 - Società Umanitaria
ingresso da via San Barnaba 48 - Milano

Intervengono
Salvatore Carrubba e Salvatore Veca
Modera Arturo Colombo
Presiede Piero Amos Nannini


Durante l’incontro verrà trasmesso l’audio del discorso
di Giuseppe Saragat durante la visita del Capo dello Stato
in Umanitaria nel 1965.

Nell’occasione verrà inaugurata l’esposizione di materiale d’archivio
Carta canta. Una storia da preservare
(l’esposizione prosegue fino al 17 novembre,
ore 10.00-13.00 + 14.00-18.30 in Sala Bauer)




Sabato 16 novembre 2013, ore 17.00
Padiglione d'Arte Giovane

Inverart - via Manzoni 10 - Inveruno (MI)


Intervengono
Claudio A. Colombo
Dante Bellamio


Con letture di testimonianze dirette.

Interviene l'artista Paolo Baratella

Nell’occasione verranno presentati su pannelli
i momenti salienti della Storia dell'Umanitaria

La grande avventura della Società Umanitaria
(l’esposizione prosegue fino al 17 novembre,
ore 15.30-24.00-nel Padiglione d'Arte Giovane)








vai alla scheda del libro



Introduzione
di Piero Amos Nannini
Presidente della Società Umanitaria

“Chi non ricorda il bene passato è vecchio già oggi”, amava ripetere Epicuro.
Con lo stesso spirito critico, con la consapevolezza che questa istituzione ha rappresentato un unicum nella storia del nostro Paese, a pochi mesi di distanza da un altro volume, “Alle origini dell’Umanitaria”, ci siamo rimessi al lavoro, dandoci una regola precisa: quella di evitare la malinconia proustiana per un mondo che non c’è più.
I problemi da risolvere non erano pochi. Un rischio era quello di fare un reprint di altre edizioni, come il volume progettato da Albe Steiner e Riccardo Bauer nel 1963 per il settantesimo dell’Ente (fonte d’ispirazione per la confezione tipografica), oppure quello ideato da Massimo della Campa e Daniele Oppi per il traguardo dei 110 anni. Un ulteriore rischio era quello di riutilizzare immagini e documenti recuperati durante le ricerche di questi ultimi anni per la nostra collana editoriale.
In questo senso, le riunioni con il Consiglio Direttivo e con il Comitato scientifico sono state davvero preziose, sia per la scelta dei temi e dei vari Autori, sia per l’utilizzo delle fonti archivistiche: come corredo iconografico abbiamo optato esclusivamente per il nostro patrimonio, quello fotografico (duemila immagini) e quello dei documenti d’archivio, per la maggior parte inediti o poco conosciuti (non sto a nascondere la difficoltà nel reperimento e nella selezione dei materiali, conservati in oltre mille “faldoni”).
Punto di partenza, quindi, sono state le nostre fonti, riesaminate ad hoc dagli studiosi coinvolti, che hanno accettato di scrivere piccoli “focus” su specifici avvenimenti e personaggi, che hanno fatto la storia di questa istituzione. Ancora una volta è emerso un percorso avvincente, che non è soltanto una pagina milanese, ma ha un respiro nazionale, grazie alla rete di contatti e adesioni che negli anni, passo dopo passo, cum grano salis, hanno permesso all’azione dell’Umanitaria di diventare un “modello” da prendere ad imitazione nelle politiche sul territorio, dimostrando la capacità di dare risposte solidali e civili ai molteplici bisogni delle classi più deboli: perché “l’Idea funzionava” (parole di Gadda ne “La Meccanica”).
Suddiviso in due parti complementari (una parte analitica, di approfondimento, seguita dal vero e proprio album di fotografie e “cimeli”), quello che avete tra le mani non è tanto (o solo) un tuffo nel passato; è piuttosto un punto di partenza per guardare alle esigenze dell’oggi (e del domani), con lo sguardo di quei “pionieri di arditezze sociali” che hanno fatto l’Italia, inventando quel binomio di solidarietà e lavoro, assistenza e cultura, di cui noi stessi ci sentiamo eredi e continuatori.
Ieri e oggi, tradizione e modernità, sussidiarietà, avviamento al lavoro ed educazione degli adulti. Guardarsi indietro per progettare il futuro, vivendo l’oggi. Proprio come nelle parole del filosofo Adorno: “non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze”.


“He has become an old man on the day on which he forgot his past blessings”. Epicurus used to say.
In the same critical spirit, in the knowledge that this institution has been the only one of its kind in the history of our country, we are working on a new publication (just a few months after the previous book about the origin of the Società Umanitaria), following a clear rule, that is, to avoid Proust’s nostalgia for a world that no longer exists.
Several problems had to be overcome. One of the risks was that of simply reissuing earlier publications such as the book by Albe Steiner and Riccardo Bauer, published in 1933 for the 70th anniversary of the Società Umanitaria (the source of inspiration for the typography of the present edition), or the one produced by Massimo della Campa and Daniele Oppi for the 110th anniversary. A further risk was to reuse images and documents retrieved over the last few years to be used for our other publications.
In this regard, the meetings with the Board and the Scientific Committee have been extremely helpful, both for the choice of themes and of authors, as well as for accessing archival sources. For what concerns the iconography we opted to use exclusively our own material, including two thousand photographs and documents that were for the most part unpublished or little known (I hardly need to mention the difficulty of finding and selecting the documents, stored in over one thousand files).
The starting point, therefore, was our own resources, re-examined on an ad hoc basis by the scholars involved, who agreed to write short items focusing on the specific events and people that have shaped the history of the Società Umanitaria. Once again we were working on a fascinating project: not just a piece of Milan’s history, but something that involved the whole country, thanks to the network of contacts and new adherents, which, step by step, cum grano salis, enabled the activity of the Società Umanitaria to become a model to imitate and apply in local policies, demonstrating its ability to provide supportive and civil responses to the many needs of the weaker classes because “the idea worked”, as Gadda says in Mechanics.
The volume is divided into two complementary sections (the in-depth, analytical part and the illustrated part, an “album” of photographs and mementoes. It is not meant to be a leap into the past but rather a starting point for observing today’s needs (and, of course, tomorrow’s), looking at those “courageous social pioneers”, who built Italy, inventing that combination of solidarity and work, assistance and culture, which we believe to be our lasting legacy, a legacy which we have a duty to carry forward.
Yesterday and today, tradition and modernity, solidarity, occupational training and adult education; that is, looking back in order to plan the future while living the present; in the words of the philosopher, Adorno: “it is not a question of preserving the past but of realising its hopes”.



ingresso libero




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