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Le Presenze di Franco Floreanini
Spunti, riflessioni e provocazioni sul mondo dell'Arte in collaborazione con ArteIncontro in Libreria
Ed. Libreria Bocca - Galleria V.Emanuele II 12 - Milano

Franco Floreanini ci ha lasciati, sommessamente, con lo stile e la compostezza che hanno contraddistinto tutta la sua esistenza, improntata su un'etica autentica e sanguigna.
Storico e critico dell'Arte serissimo e dal fiuto infallibile, è stato, dalla fondazione, un sincero e fattivo sostenitore del Raccolto.
Un esempio per tutti, un maestro e un Amico per me.

Ciao Franco

Francesco Oppi


(gennaio 2006)
L’ottocento e la luce
Considerazioni su Grubicy e Caffi

In tempi diversi, tre sedi presentano opere di Vittore Grubicy: GAM di Torino, Mart di Trento, Civiche Raccolte d'Arte Moderna di Milano. La curatrice è Annie Paule Quinsac, ma va ricordato che Grubicy è stato 'materia' di studio anche per Sergio Rebora, studioso dell'arte di fine Ottocento, che ha curato il catalogo ragionato dell'artista nel 1991 per l'editore Jandi Sapi e nel 1995 ha selezionato le opere esposte al Museo del Paesaggio di Verbania-Pallanza (catalogo Silvana editoriale). La studiosa, con la consueta perizia, traccia la vicenda umana e artistica di una poliedrica personalità: mercante, pittore e operatore culturale. Il percorso biografico inizia negli anni del sodalizio con il fratello Alberto e prosegue con l'attività di pittore non di formazione accademica, bensì influenzato dalla scuola dell'Aja con Anton Mauve, approdando, in seguito, alla tecnica del Divisionismo. Infine, la singolare passione per Tranquillo Cremona, esponente di punta della Scapigliatura lombarda. Nel catalogo edito da Skira la Quinsac rileva l'importanza delle acqueforti e rende conto di una serie di importanti ricerche eseguite da vari studiosi. Catturare la luce è sintesi della tecnica pittorica di Grubicy in un Divisionismo romantico e soprattutto paesista. Tale sembra essere l'obiettivo, seppur in un contesto diverso, per Ippolito Caffi al quale Belluno, sua città natale, dedica una grande mostra. Instancabile giramondo, da Belluno a Roma, Ginevra, Parigi e l'Oriente è partecipe degli eventi del Risorgimento. Vasta la produzione: dal vedutismo al paesaggio, al reportage pittorico. Straordinarie sono le vedute notturne di Roma o la Venezia di Tumeriana memoria. La peculiarità che contraddistingue Caffi è racchiusa nello studio sugli effetti di luce, riuscendo a traghettare il paesaggismo, come scrive Giandomenico Romanelli «verso una nuova stagione, verso la macchia, verso la densità di colori aggrumati». La mostra, Luci del Mediterraneo, prima a Belluno e poi a Roma, è accompagnata dal catalogo Skira redatto da Annalisa Scarpa (n.d.r. della studiosa si attende ancora l'agognato volume, già da tempo annunciato, su Sebastiano Ricci, Alfieri editore, il cui travaglio appare elefantiaco).


(ottobre 2005)
Dal male alla contemporanea critica d’arte

A partire dagli anni '90 del novecento, mutamenti nel mondo dell'arte hanno messo in crisi indipendenza e libertà della critica. Seth Siegelaub, padre dell’arte concettuale ha spiegato al critico Anna Detheridge le ragioni del suo abbandono di quel mondo. Ero interessato ad altre cose, altri progetti. 1 valori e le aspirazioni degli artisti sono diventati integrati, accettabili. Il posizionamento del mondo dell'arte è cambiato. È molto più vicino ali'industria della cultura. Analoga considerazione l’intervento di Frane Spieger sul Giornale dell’Arte. La critica d’arte è diventata una sorta di pubbliche relazioni soppiantata da quello del curatore e dei mercanti. Il critico, un tempo cerniera tra collezionismo elitario e antiquariato è vanificato da un sistema con asse portante Case d’Asta, Biennali, Fiere che assicurano alle opere selezionate visibilità e incremento monetario nel continuum del mercato. Alcuni critici non accettando l’emarginazione, intraprendono l’attività di curatore, come Vittorio Sgarbi la cui approfondita conoscenza degli Antichi Maestri è utile per incentivare l’interesse del grande pubblico che per lo più frequenta con maggiore assiduità le esposizioni di arte Moderna. La sensibilità di oggi trova congeniale le espressioni artistiche dalle avanguardie in poi, fondate su dinamismo e scomposizione delle forme, lontane dalle dimensione pittorica degli Antichi incentrata sulla visione dell’uomo al centro di un Creato illuminato dalla Rivelazione cristiana. Sgarbi, curatore della mostra II Male, esercizi di pittura crudele - Torino - Galleria d’Arte Moderna, scrive nel catalogo Skira che c’è analogia tra antico, moderno e contemporaneo e, nel trattare un tema luciferino, individua una radice comune assemblando 150 opere tra le quali di Giovanni Bellini, Tiziano, Lorenzo Lotto, Caravaggio, Rubens, W. Blake, Bacon, Munch, Bill Viola. Stesso criterio alla mostra dedicata al ritratto (Catalogo Skira) guardato nell’ottica di Freud e della psicoanalisi. Il turismo culturale nelle città d’arte viene incentivato da grandi mostre, l’economia coniugata al piacere estetico, precursori i Salon della pittura dell’800 francese. Il neocapitalismo con libero mercato e globalizzazione ha aperto orizzonti a conoscenza e visione universale delle opere d’arte di tutti i tempi.



(giugno 2005)

Effimero, memoria, protagonismo, nell'Arte di oggi

Il nostro è il tempo della tecnica, il filosofo Severino ne evidenzia l’impatto su attività umane e natura e, aggiungiamo noi, dello strapotere dell’economia.
Condizionamenti pervasivi anche sull’ultima produzione artistica.
Dalla visione oggettiva nella figurazione di Bibbia e Vangeli degli Antichi Maestri, al coinvolgimento sempre figurativo dei romantici nel mistero della Natura fino a fine secolo XIX, ai mutamenti formali in una soggettività che guarda alla utopia dell’Uomo Nuovo che diviene l’ideologia di comunismo e fascismo. Infine, alla progettualità assoluta del concettuale.
A partire degli anni ‘60 del novecento, da una parte la diffusione di TV e Internet e di altre innovazioni della tecnica, dall’altro emancipazione femminile, scuola dell’obbligo, diffusione di professioni nei settori di comunicazione, pubblicità, giornalismo sono fattori che incrementano un numero esponenziale di artisti del cinema, fumetti, design, fotografia, videoart. Cosa si intende per arte, oggi, nell’universo di immagini globalizzate in una accellerazione e precarietà che priva di un orizzonte cui guardare l’effimero? Christian Boltanski, artista ossessionato dalla caducità, in occasione della mostra “Ultime Notizie” al Pac di Milano, salva memoria minimale in foto e video che proiettano, tra l’altro, volti di trapassati, familiari o gente comune, in locali abbandonati con oggetti in disordine o disfacimento, o in una stanza maniacale che conserva 2.639 volumi degli abbonati al telefono dichiarano al “Giornale dell’Arte” il grande problema dell’arte attuale è che la speranza è tradita...
Il secolo scorso è stato uno dei più tragici della storia. Poi c’é stata l’utopia politica, il comunismo rivoluzionario. Sfortunatamente la sua fine è stata così atroce e ridicola... Oggi... qualsiasi cosa prevede una fede diventa dubbiosa. Ma l’arte è legata all’utopia (Resta) la memoria. Dare il nome a qualcuno significa conferirgli umanità... ho bisogno di ricostruire questo passato per trovare una collocazione nella linea del tempo.
“Eppure più di 150 anni fa, in una nota nello Zibaldone, Leopardi rifiutava l’utopia della memoria dissolta nel proliferare di opere ed eventi”. Troppa per la copia dei libri o buoni o cattivi o mediocri che escono ogni giorno... Tutti i posti dell’immortalità sono già occupati... La sorte dei libri oggi, è come quella degli insetti chiamati effimeri... Noi siamo veramente oggi dì esseri di un solo giorno... soggetti anche a sopravvivere alla propria fama, e più longevi anche la memoria di noi. Oramai a tutte le professioni è fatta impossibile l’immortalità, in tanta infinita moltitudine di tutti e vicende umane.
Boltanski è un’eccezione, i più puntano su provocazione, precursori Cattelan, pompiere della trasgressione e gli esponenti della young art britannica, requisito prediletto da grandi collezionisti operanti nei settori moda, pubblicità, comunicazione alla ricerca di opere di novità coinvolgente per acquisire status o possesso speculativo seguendo fluttuazioni e mode del mercato dell’arte. Secondari i compiti dei critici, un tempo cerniera tra collezionismo elitario e antiquariato, vanificati da un sistema con asse portante Case d’Asta, Fiere, Biennali che assicurano a opere selezionate visibilità e un incremento monetario nel continuum del mercato, oltre protagonismo ai loro autori. Condivisibile, al riguardo, le perplessità del critico Angela Vettese e del gallerista Massimo di Carlo, tuttavia, come in letteratura, non esistono antidoti al coinvolgimento in una economia globalizzata.
Componenti del sistema dell’arte, grandi mostre la cui diffusione incentiva il turismo culturale, soggetti dell’arte, soggetti favoriti, pitture di grandi maestri o assemblaggio di opere di ogni tempo sui temi di metafora o ricezione di guerre, violenze, eccidi dallo spettacolo televisivo. come nell’esposizione di Torino “Il Male, esercizi di pittura crudele (catalogo Skira) a cura di Vittorio Sgarbi, tre sezioni collaterali dedicate a cinema, fotografia, fumetto. Nella sezione principale, tra gli altri di Giovanni Bellini, Tiziano, Lorenzo Lotto, Caravaggio, Rubens, William Blake, Bacon, Munch, Bill Viola. La scelta espositiva dall’antico al contemporaneo, tuttavia carente di filologia e storicismo. non possiamo separare nella pittura antica, compendio della cristianità, il Male del Bene come ribadito dal Papa in una recente allocuzione. Che criterio esporre la strage degli innocenti del beato Angelico senza affreschi o tavole dalle immagini paradisiache di Gesù, Madonna, Santi e Angeli. La seconda sezione, a cura di Silvio Danese, costituita da sessioni di opere cinematografiche degli anni Trenta ai giorni nostri. La terza, a cura dell’ottimo Italo Zannier, dedicata alla fotografia, disciplina che prediligiamo avendo diretto e fondato dal 1970 al 1990 un’agenzia di foto-giornalismo referto e testimonianza della vita privata e pubblica di un’epoca. Altro discorso per la fotografia cosiddetta artistica nella quale è predominante il fattore estetico. Terza sessione, storia dell’illustrazione e del fumetto a cura di Pietro Alligo e Claudia Salmin. Deplore la terza parte della seconda sessione, ove viene proiettato il crollo delle Torri Gemelli, voyeurismo estetizzante dell’assuefazione di noi contemporanei alle barbarie ereditata dal nazismo.


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